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20 anni dall'alluvione in Valle d'Aosta

Categoria: Cpel, Data: 15 ottobre 2020

Il 15 ottobre in Valle d'Aosta è il giorno del ricordo: sono passati vent'anni dall'alluvione del 2000 che colpì duramente la nostra Regione, lasciando dietro di sé troppe vite spezzate e danni ingentissimi in tutto il territorio.
Nel pomeriggio di martedì 14 ottobre, a Palazzo regionale, si è svolta la cerimonia dedicata alla memoria dei fatti di quell'ottobre di vent'anni fa; il presidente del Cpel, Franco Manes, ha portato la sua testimonianza e alcune considerazioni sugli scenari futuri e una nuova cultura del rischio. 

Intervento di Franco Manes, a rappresentanza degli enti locali valdostani

Quando mi è stato chiesto di partecipare all'evento dedicato al ricordo dell’alluvione di vent’anni fa, nell'immediato ho avuto un’esitazione, perché i giorni da 12 al 16 ottobre de 2000 sono stati indelebili nella mia memoria: non solo perché ho perso delle persone che conoscevo, ma anche perché in quei giorni non ero presente, non ero nella mia Valle d'Aosta, ma a 1000 km di distanza, in una sala operatoria a donare una parte di fegato a mio figlio per salvargli la vita. In quei fatidici giorni si provava a salvare una vita e purtroppo se ne spegnevano altre. 
Capite pertanto l'emozione personale qui, oggi, nel ricordare quell'evento tragico, tra l'altro a poche settimane da un nuovo disastro nel nord ovest e nella nostra Regione. Un’ennesima tragedia in cui ancora una volta piangiamo delle vittime. Piangiamo un Valdostano, un vigile del fuoco.
Vent’anni sembrano tanti, ma quell'alluvione rimarrà indelebile per tutto il popolo valdostano. Quell'alluvione ha evidenziato in quei giorni e nei mesi successivi "la valdostanità " di un popolo ferito negli affetti e con davanti, agli occhi, la distruzione totale di beni privati e pubblici. 
Una Regione martoriata, isolata, ma mai in ginocchio, grazie alla macchina dei soccorsi, all'impegno della protezione civile, delle forze dell'ordine, delle forze armate, dei numerosi volontari e dei tanti privati. Fatemelo dire: non dimenticherò mai le difficoltà operative, strutturali e il dolore vissuti che mi raccontarono i Sindaci in carica nel 2000.
Un’azione incisiva, dove ciascuno, aldilà del proprio ruolo professionale e istituzionale, ha contribuito in maniera concreta al post alluvione. Credo che quanto successo nei giorni immediatamente successivi a quell'evento tragico e, soprattutto, nei mesi a seguire, abbia rappresentato innanzitutto, per quanto mi riguarda, un atto di assoluto amore nei confronti della nostra Petite Patrie. L'esemplificazione più vera e concreta del concetto del "Dono": aiutare gli altri, con il solo fine di donare qualcosa e sentirsi più uniti anche in un momento di grossa difficoltà. Questa è la Valle d’Aosta!
Cosa dire poi dell'efficienza e della capacità di fare squadra, in maniera da utilizzare le numerose risorse finanziarie trasferite dallo Stato alla Regione e da questa ai Comuni, per ripristinare la sicurezza dei territori e le principali infrastrutture. Un’azione coordinata e condivisa, che ha visto le strutture regionali, la Protezione civile, i Comuni e la rete imprenditoriale valdostana agire con efficacia ed efficienza.
Se mi permettete, a pochi giorni dall'ultimo evento tragico che ha colpito il nostro Paese e la nostra Regione, mi lascia francamente stupito leggere alcune dichiarazioni di esponenti del Governo nazionale che in maniera forse, un po' generica hanno affermato che di fatto le risorse ci sono, ma sono i Comuni a non essere in grado di utilizzarle.
Sono sicuro che tali affermazioni debbano essere di fatto indirizzate ad altre realtà, perché è evidente come la Valle d'Aosta e soprattutto i nostri Comuni abbiano sempre dimostrato un’assoluta capacità nel realizzare gli interventi di difesa utilizzando tutte le risorse messe a disposizione nel realizzare gli interventi di difesa sul nostro territorio e le opere in genere.
Il vero problema ritengo invece che sia proprio la disponibilità di risorse, che troppo spesso sono finanziamenti a "spot, erogati in maniera generica e poco puntuale. I Comuni hanno bisogno di fondi strutturali stabili e continui, in modo da poter attuare un piano di interventi programmato, non solo a scala locale e regionale, ma anche soprattutto a livello locale.
I Comuni valdostani, da ormai diversi anni, nell'ambito dell'analisi al bilancio di previsione della Regione, richiedono costantemente che la legge regionale n°5 del 2001 possa essere finanziata in maniera adeguata e strutturata. Questo proprio per evitare di trovarci impreparati nel caso di eventi estremi. Una legge, la nostra, che ha saputo dimostrare la sua validità, ma che necessita di maggiori e importanti risorse.
Con gli eventi del 2000 ci siamo resi conto che è la natura a definire le regole, una natura che può essere madre, ma che troppo spesso nelle "terre alte" può diventare matrigna. Non possiamo essere impreparati!
Più volte abbiamo evidenziato come enti locali, non solo a livello territoriale, ma anche a livello nazionale, nei tavoli ministeriali specifici, quanto sia necessario arrivare con urgenza all'approvazione di una legge specifica sulla montagna, una legge che dia dignità ai territori marginali e disagiati, in cui si trovano la maggior parte dei 5.552 piccoli Comuni al di sotto dei 5 mila abitanti. Una legge sulla montagna che risolva, una volta per tutte, le carenze strutturali de nostri territori e dei servizi erogati; una legge che crei una rete attiva, un patto innovativo tra amministrazione pubblica, cittadini e soprattutto mondo imprenditoriale e produttivo locale; una rete innovativa che finalmente disegni i contorni di un possibile cambio di passo, verso un futuro di sicurezza, sostenibilità e benessere.
Come Regione Valle d’Aosta possiamo sin da subito fare qualcosa, attraverso una semplificazione delle procedure e degli iter per la redazione degli studi specialistici necessari all'esecuzione di interventi puntuali ed efficaci, semplificando le procedure di approvazione dei progetti e fornendo ai Sindaci strumenti efficaci e semplici per garantire nei propri territori la sicurezza che è un diritto di ogni cittadino.
Intervenire sulle norme relative alla gestione delle emergenze e dei pericoli a essa connessi richiama la necessità di allineare la normativa a quanto già previsto in altri Stati europei, che semplificano le responsabilità dei Sindaci nella gestione delle emergenze in montagna.
Semplificare e reindirizzare le responsabilità oggettive degli eventi calamitosi non prevedibili non significa fare cattiva amministrazione, bensì vuol dire maggiore efficienza. Si darebbe così la giusta dignità alla figura del Sindaco e dell’Amministratore comunale che, troppo spesso, almeno in una prima fase, diventa il parafulmine di tutte le debolezze e inapplicabilità di un sistema normativo nazionale che, spesso e volentieri, non vuole comprendere le ragioni di un dissesto o di un vento drammatico, ma che vuole subito ricercare un responsabile, sempre e comunque. 
La Valle d’Aosta ha fatto tanto, ma dobbiamo fare ancora di più, facendo squadra con la tessa spinta emotiva che ci ha mosso nel 2000 e che, a causa di quanto accaduto a inizio ottobre, ci sta caratterizzando anche in questo difficilissimo momento per molti nostri Comuni.

Gli altri appuntamenti

In occasione di "Valluvione 2020" è stata inaugurata la mostra fotografica 20 anni dall'alluvione in Valle d'Aosta. La memoria, i futuri scenari e una nuova cultura del rischio, che resterà aperta fino a martedì 20 ottobre 2020.

Domenica 18 ottobre, alle 10:30, nella Cattedrale di Aosta, il Vescovo di Aosta, Monsignor Franco Lovignana, celebrerà la Santa Messa a suffragio delle vittime dell’alluvione.

Il programma

Valluvione 2020aa
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